La voce potente di Dio
Che dono meraviglioso è quello della voce! Con essa possiamo raccontarci, chiedere aiuto, ringraziare e cantare... Con essa possiamo comunicare in mille modi e sfaccettature diverse, esternando idee ed emozioni, stati d'animo e scelte motivate. Possibile che Dio, il creatore, non abbia né voce né voce in capitolo? Possibile che lasci soffrire gli uomini senza fare nulla, visto che è "colpevole" di aver donato loro la vita?
Così debbono aver pensato gli Ebrei schiavi sotto i faraoni; così ancora oggi gli uomini infelici e delusi del mondo. La prima lettura ci immerge nell'atmosfera della liberazione dall'Egitto, dove Dio si fece conoscere come
Bat Qol, voce potente che risuona quando le speranze sono esaurite. Stretti tra Mar Rosso e l'esercito egiziano, gli Ebrei si appellarono con fiducia a quella voce e accadde l'impossibile. Mosé divenne il primo profeta, colui che aveva in bocca la Parola potente ed efficace del Signore.
Sulla stessa linea si presenta Gesù, capace di far risuonare quella Parola con determinazione ed autorità. Il profeta si riconosce, oggi come allora, dai frutti: è in grado di sconfiggere gli spiriti del male? Mette in gioco totalmente se stesso comportandosi con coerenza rispetto ai propri proclami ideali? È convinto delle proprie idee tanto da essere disposto a mettere a rischio la propria vita per esse?
Gesù è tutto questo perché, come recitava il salmo, si appoggia sulla roccia della salvezza: la preghiera di ringraziamento e di abbandono fiducioso a Dio che è Padre. Con Gesù la Voce potente di Dio fa solo più paura agli spiriti impuri. Per gli altri è soltanto Voce dell'Amore.